Per raccontarvi chi era Cilla lasciamo il compito a chi la conosceva da vicino e a lei stessa, tramite la lettura di alcuni articoli scritti di suo pugno per Peace Report durante il suo lavoro ad Haiti.
Per chi ha fissato per sempre il tuo viso tra i banchi felici della Quinta B Cilla è il trillo di gioia che squilla ridendo con la campanella al mattino, in seconda fila all’appello ed al centro esatto del campo di volley. In un lampo poi c’è la vita che porta lontano e lo stillicidio dei giorni che infradicia i ricordi e ne fa nostalgia. Ritrovarti un giorno ad Haiti a sorridere in rete tra amici e colori nuovi è stato quasi un gioco e la scoperta di quanta strada avessi intanto percorso. Ma è soltanto l’orribile scossa di ieri che ha svelato ad occhi assopiti dove sei e chi sei davvero: sei la coscienza ed il sogno, l’esempio e il riscatto, sei quella parte migliore che vorremmo spesso estrarre da noi e che sempre rimandiamo al futuro per infinite futili ragioni. Grazie di esistere, Cilla... Di Adriano Chinello
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